La nostra attività  è nata nel 1972 per realizzare un complesso turistico localizzato a 8 km a sud di Olbia davanti alle isole di Tavolara e Molara nella baia delimitata a nord da Capo Ceraso e a sud da Capo Coda Cavallo.

Durante il corso degli anni sono state edificate le ville, un complesso alberghiero e negli anni 80’ è stato costruito un porticciolo turistico con annessa officina ed hangar per le imbarcazioni. L'approdo turistico è completo di servizio di ristorazione.

A monte dell'insediamento di Costa Corallina abbiamo realizzato un altro villaggio di villette che si integrano nel paesaggio ed al meglio godono di esposizione panoramica della baia detta Costa Romantica



Per chi naviga la costa romantica è stata brevemente così descritta:

Arrivando a Capo Coda Cavallo da Sud attenzione allo Scoglio Testa di Moro e, doppiando la punta e passando all'esterno di Molara, agli Scogli I Cerri. Davanti Tavolara due baie offrono un buon ormeggio: Porto Taverna e Porto Istana. L'isola di Tavolara si presenta trasversalmente rispetto all'andamento costiero e può essere superata, sia nel passaggio tra l'Isola Piana, che doppiando Punta Timone. Su quest'ultima, a quota 63 m, è sito il faro n. 1226, posto su di una torretta ottagonale. Viceversa, il passaggio ad Ovest non è segnalato da fanali; inoltre è circondato da bassi fondali e secche pericolose. Notevoli gli isolotti (I. dei Porri, I. dei Topi). All'isola di Tavolara è proibito l'atterraggio, nonché il transito entro 500 m dalla zona nord: consultare la Capitaneria di Porto. Per tutte le informazioni inerenti l'approdo vedere nella parte finale della trattazione dei porti della Sardegna. Fare attenzione, veleggiando sottocosta, alle raffiche improvvise che scendono dai fianchi della montagna. Anche se aperto a scirocco, su un fondale sabbioso da 3 a 8 m, il miglior ancoraggio è a Punta Spalmatore, dove ci sono anche dei pontili e un ristorante-bar. Attenti agli scogli a Nord e Ovest della punta. Per tutte le informazioni inerenti l'approdo vedere nella parte finale della trattazione dei porti della Sardegna. Il Golfo di Olbia si stringe, limitato a Sud da Capo Ceraso, circondato da bassi fondali segnalati da boe luminose. L'isola della Bocca è il punto più stretto dell'accesso al porto di Olbia ed è segnalato dal faro n. 1170, posto in una costruzione ben evidente. All'interno, nella rada, vi sono diverse colture di mitili pericolose alla navigazione. Il diporto trova ampie strutture nella parte Nord ove si trovano diversi insediamenti cantieristici ed industriali: vi ha sede anche la Novamarine, produttrice dei noti gommoni, dai pram ai maxi di 10 m. Limite settentrionale del Golfo degli Aranci e quindi del Golfo di Olbia, è l'Isolotto Figarolo sulla costa meridionale, sul quale è posto il fanale n. 1162 su un casotto a fasce bianche e nere alto 6 m. Dopo l'isolotto è situato il porto di Golfo Aranci, terminale anche delle Ferrovie dello Stato. A Sud l'Isola Tavolara si presenta come un lungo parallelepipedo con una sommità alta ben 500 m e pressochè piana per tutta la lunghezza. Il Golfo di Marinella, dopo Capo Figari, presenta diversi scogli a pelo d'acqua. Poco a Nord della Punta Volpe si trovano diversi scogli affioranti pericolosi per la navigazione. E' opportuno tenersi ben al largo da essi. La Punta è caratterizzata da una costruzione in pietra con il tetto a tegole rosse, ben evidente. Oltre Punta della Volpe si arriva a Porto Rotondo e al Golfo di Cugnana, dove si è molto riparati ma con forte vento c'è pericolo di scarrocciare facilmente. Il nome "Costa Smeralda", che qui comincia, indica, per uso comune, la zona geografica mentre in effetti è un marchio registrato di uso limitato e connesso solo all'omonimo comprensorio che inizia da poco a Nord di Portisco e termina a Capo Ferro annettendo anche la zona di Liscia di Vacca e Poltu Quatu, poco oltre. L'orografia della zona si presenta totalmente rocciosa e con innumerevoli spaccature, fiordi, isole e scogli. Le vicine Bocche di Bonifacio, in particolare nei mesi estivi, sono foriere di venti tesi che si insinuano ovunque girando e raggiungendo punti che potrebbero sembrare ridossati. Durante l'anno, comunque, ogni perturbazione proveniente da ovest si insacca nelle Bocche, influenzando tutta la zona. Il mare tra la costa e le isole prospicienti, pur protetto, monta sotto la spinta del vento a mo' di torrente in piena. Innumerevoli le secche e gli scogli affioranti pericolosi per la navigazione, tali da suggerire la massima prudenza e documentazione preventiva. L'isola Mortorio è priva di segnalamenti luminosi; a NE per 0,4 M, si trovano gli Scogli Mortoriotto con sopra il fanale n. 1153, posto su una torretta alta circa 3 m. Mortorio è meta turistica estiva, priva comunque di qualsiasi struttura a terra. Ad Ovest si trova l'isola Soffi e più oltre in corrispondenza, a terra, Punta Ligata ove è posto il faro n. 1155, anch'esso sistemato su torretta conica bianca. Le Isole Poveri sono situate al largo della costa compresa tra Punta dei Capriccioli e Punta Capaccia. La zona è di bassi fondali con innumerevoli e pericolosissimi affioramenti: in particolare, alcuni all'estremo Ovest, che si trovano sulla rotta tra Mortorio e Passo delle Galere, usuale al diporto per il rientro a Porto Cervo, e un altro, la Secca del Principe, a NE. Il gruppo delle Isole Poveri è segnalato sull'isolotto a Nord da una meda cardinale Est (n. 1154.3) mentre sullo scoglio più a Sud c'è un fanale a lampi bianchi posto su di un palo alto 4 m (n. 1154). Nelle vicinanze a sud del Passo delle Galere vi è l'isola delle Rocche: tra essa e la costa è possibile il transito tenendo presente che quasi al centro verso l'isolotto vi è una secca non segnalata di 0,5 m. Il Passo delle Galere è privo di insidie tenendosi bene al centro. Esso è formato dal passaggio tra la costa e le isole Nibani. Quella all'estremo Nord è dotata del fanale n. 1151, sistemato su torretta cardinale Nord, alta circa 3 m. Ad Est del Passo, poco al largo della costa, vi è uno scoglio isolato affiorante, pericoloso.


Di fronte a Capo Comino si nota uno scoglio ben visibile sia da Nord che da Sud. La costa è cosparsa di secche e scogli che in alcuni punti si protendono al largo per oltre mezzo miglio: sono pericolosi per la navigazione costiera. Il capo è segnalato dal faro n. 1230 posto in una torretta su una costruzione: non confondere con la stazione segnali poco più in alto. L'isola Ruja da un buon ridosso dallo scirocco. Dopo Punta S. Lucia c'è il porto di La Caletta che offre un buon ridosso. In prossimità di Punta Batteria, si trovano gli Isolotti dei Pedrami, insieme ad altri scogli minori: è possibile transitare tra essi e la costa ponendo attenzione ai fondali, ma è consigliabile passare fuori. Poco prima di Punta d'Ottiolu, si trova l'omonimo porto turistico, con di fronte l'isolotto d'Ottiolu sul quale è posto un fanale a luce scintillante bianca (cardinale E): ad 1 M in direzione NE si trovano scogli affioranti ed una secca, pericolosi per la navigazione. Superato Capo Coda Cavallo si arriva all'Isola Molara, parzialmente coltivata e completamente diversa dalla vicina isola Tavolara, trattata all'inizio del testo della regione Sardegna. Ad Est di Molara vi sono gli scogli 'I Tre Fratelli' e l'isola Molarotto. Tra essi e quest'ultima, il passaggio presenta il protendersi di bassi fondali che si estendono dai tre scogli sopracitati, ma si trova anche fondo sufficiente per il passaggio.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Ottobre 2012 20:01 )